Caco
Il Caco
Originario dell’Asia orientale, è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Ebenacee e nome botanico Diospyros.
Il caco è anche una tra le più antiche piante da frutto coltivate dall’uomo. In Italia arriva verso i primi del novecento nella pianura padana e emiliana.
È una pianta longeva che vive mediamente 30 o 40 anni anche se si sono visti esemplari superare il mezzo secolo.
E’ molto generoso nella produzione di gustosi e dolcissimi frutti. Raggiunge 15 metri d’altezza se lasciato crescere liberamente.
Il suo accrescimento è abbastanza lento, ma favorito dalla tipica rusticità di questa pianta che generalmente soffre molto raramente di parassiti o malattie.
Ha foglie caduche, un’apparato radicale forte e sviluppa molti polloni, l’albero cresce molto lentamente, la corteccia ha molte fessure di forma irregolare, il suo colore è grigio, il tronco è dritto, ha le ramificazioni (branche) interne erette e ricurve e fragilissime hanno rivestimento color marrone o grigio, punteggiato da numerose lenticelle chiare, molto spesso si rompono con agenti atmosferici, il consiglio è di coltivarlo in una zona dove trova riparo dal vento.
La chioma ha aspetto globoso. Le foglie ellittico-obovate, sono verde lucente sulla pagina superiore; chiare, talvolta argentee, inferiormente, ha il lembo è generalmente ondulato ed il margine è intero.
I giovani germogli dell’anno portano, all’ascella delle foglie, i fiori.
Possiamo trovare alberi dioici (con fiori maschili e femminili) e monoici, quindi portanti fiori: solo maschili (staminiferi per aborto ovarico) in posizione ascellare, piccoli e disposti a gruppetti di tre; solo femminili (pistilliferi per sterilità degli stami) e in questo caso sono uniflori, di dimensioni notevoli e dalla corolla verde chiaro.
Esistono anche piante a fiori ermafroditi, quindi completi, in posizione solitaria o in infiorescenze triflore: in questo caso solo il fiore centrale è ermafrodita, mentre i laterali sono maschili.
Nei frutteti sono presenti unicamente piante monoiche a fiori femminili e la fecondazione avviene, in seguito ad impollinazione (entomofila), da parte di alberi della stessa specie provvisti di fiori maschili; più spesso si verifica partenocarpia.
Per far maturare in casa il frutti sarà sufficiente disporre quelli appena raccolti in una cassetta di legno, prestando attenzione a non sovrapporli.
Aggiungere delle mele o delle pere per poi coprire la cassetta con un foglio di cartone oppure con un canovaccio da cucina.
Così facendo si formerà una micro cappa di etilene che favorirà la maturazione dei cachi. È poi consigliabile riporre la cassetta in un luogo fresco e asciutto.
Indice dei Contenuti
Fioritura e impollinazione 
La fioritura è tardiva ed avviene nel mese di maggio, ed è seguita da una cascola dei frutticini non allegati, che raggiunge l’intensità massima nel mese di luglio. ha tre tipi di fiori, maschili, femminili e ermafroditi.
Sono poco visibili, perchè sono molto piccoli, quelli femminili sono solitari, i maschili sono riuniti in inflorescenze da 3. Per questo motivo si determina l’espressione della pianta che è del tipo poligamo.
A seconda della coltivazione troviamo anche i fiori ermafroditi, sia i maschi raggruppati che quelli femminili da soli; altre varietà sono denominate impollinatori, cioè hanno solo fiori maschili, mentre le varietà migliori e puù pregiate sono dotate solo di fiori femminili.
L’impollinazione avviene pricipalmente da api.
Il frutto e la fasi di fruttificazione 
Possiamo avere frutti senza semi viene detta fruttificazione per via partenocarpica, o con semi detta fruttificazione per via riproduttiva.
Le grosse bacche sferiche possono presentare fino a 8 semi o esserne completamente sprovviste.
Esse matureranno, a seconda delle zone, a partire da settembre.
Alle nostre latitudini generalmente, si procede alla raccolta nel mese di novembre, quando la polpa verdastra raggiunge il colore giallo-arancio.
Successivamente si ripongono in luogo buio e asciutto e si consumano entro gennaio: quando la buccia assumerà una colorazione intensa e si assottiglierà fino quasi a rompersi a tatto. In quel momento la polpa sarà ammezzata quindi divenuta tenera quasi liquida: pronta da mangiare.
Le varietà 
Le varietà vengono distinte dall’ astringenza dei frutti e dalla presenza di semi o meno.
L’astringenza non è altro che la senzazione di secchezza e rugosità detta allappamento percepita dal cavo orale. questo determina se il frutto è consumabile o se deve attendere una maturazione dopo la raccolta detta fase di ammezzimento, in modo tale da aumentare il livello di zuccheri e renda la polpa gradevole al palato.
Ci sono 4 varietà :
- Jiro, Fuyu Gosho, sono cachi dolci, costanti alla fecondazione non astringenti, sono frutti che sono immediatamente mangiabili dopo la raccolta; hanno la polpa molto soda e chiara.
- Hachiya, Yokono, costanti alla fecondazione astringenti, hanno bisogno di un periodo di maturazione dopo la raccolta.
- Tipo, Mela, Vaniglia, Ciccolatino, variabili alla fecondazione non astringenti, a seconda della presenza dei semi, sono più o meno astringenti, se nel frutto si trova il seme sono consumabili subito, se invece sono sprovvisti bisognerà attendere la loro maturazione dopo essere stati raccolti, di colore arancione che dopo la raccolta diviene rosso, dolce. Il caco cioccolatino resistente alle malattie e molto diffusa nel meridione, fa frutti medio-piccoli, dolci ed aromatici.
- Hiratanenashi, variabili alla fecondazione astringenti, è una varietà poco diffusa, mangiabili solo nella parte intorno al seme.
Ambiente e terreno per la coltivazione del caco 
E’ considerato una pianta subtropicale ci sono varietà che si adattano a climi diversi e che riescono a tollerare temperature invernali di vari gradi sotto lo zero, fino a -15 °C.
Meglio se è stato impantato su una zona non ventilata, perchè i rami potrebbero spezzarsi, soprattutto quando sono carichi di frutti, può subire danni a causa dell’umidità invernale persistente.
La fioritura avviene verso maggio ed è seguita da una caduta anomala dei frutti.
La pianta dei cachi predilige terreni fertili, freschi ed areati, privi di ristagni idrici che favorirebbero ingiallimenti e defogliazioni.
Si adatta comunque anche a terreni poveri dando discrete produzioni, si tratta di un albero da frutto molto adattabile da questo punto di vista.
La propagazione 
La propagazione del caco avviene solitamente per innesto al fine di preservare e riprodurre con successo determinati tipi di cultivar.
Ovviamente si esegue anche una semina con i semi estratti dai frutti, di solito per dare vita alle piante “portainnesto”.
E’ importante conservare le sementi del cachi nella sabbia al fine di mantenerli in ottime condizioni prima dell’interramento nella stagione invernale.
Bisognerà aspettare circa 12 mesi per eseguire la piantumazione definitiva ed il successivo innesto. Generalmente non si ricorre alla talea a causa della scarsa attività rizogena.
I portainnesti.
- Diospyrus Cachi, coltivato per la produzione di frutti per il consumo fresco, è affine a tutte le cultivar e resistente a siccità ed avversità, tuttavia è poco resistente al freddo;
- Diospyrus Lotus, è la specie più usata nell’Europa meridionale per creare portainnesti resistenti al freddo; viene anche posta nei giardini come pianta decorativa date le sue forme particolarmente
gradevoli. Ha frutti piccoli, sferoidali, pruinosi, colore giallo-bruno a completa maturazione, il più utilizzato in Italia ma non è affine con i dolci; - Diospyrus Virginiana utilizzato prevalentemente nell’industria di trasformazione: i suoi frutti per quanto relativamente piccoli sono comunque largamente utilizzati dato che la polpa ha un caratteristico aroma di dattero, disforme e pollonifero;
- Diospyrus Oleifera e Glaucifoglia specie utilizzate per l’estrazione di tannino. Le bacche del cachi vengono immediatamente poste sul mercato ma non vengono trasformate, per questo le cultivar sono classificate come: “costantemente non astringenti”: che rispondono meglio delle altre alle esigenze della commercializzazione e del consumo fresco; “variabili non astringenti”: i cui fiori se impollinati maturano frutti già eduli fin dal momento della raccolta; se partenocarpiche necessitano del periodo di trasformazione dei tannini in zuccheri, per ridurre l’acidità della polpa. “costantemente astringenti”: le cui bacche devono essere necessariamente sottoposte a trattamento chimico e termico per poterle consumare. Purtroppo ciò riduce il periodo di commercializzazione.
Come piantare il caco 
Le piante di caco che vengono acquistate un vivai hanno circa 2 anni di vita e sono interrate in un vaso di 20 cm, pronte per il trapianto.
Va messa a dimora preferibilmente nei mesi autunno-invernali.
Prima coltivare nell’orto bisogna avere a disposizione un sostegno verticale per aiutare il giovane tronco del caco a resistere nel caso di raffiche di vento.
Per trapiantare la piantina è necessario scavare una buca che misura di circa 100 cm di diametro e 30 cm di profondità.
Prima di interrare la pianta immergerle in una miscela di acqua e terra allo scopo di facilitare loro nell’adattarsi al terreno.
È importante disporre le radici in un modo tale che non permetta loro di accavallarsi.
Il punto d’innesto deve essere posizionato al livello del terreno per permettere alla pianta di radicare bene; accomodare poi il terreno e aggiungere uno strato di concime allo scopo di fornire le sostanze nutritive necessarie alla pianta di cachi per crescere bene.
Il concime ideale da utilizzare è dello stallatico maturo. Aggiungere del materiale drenante, come, ad esempio, della pietra pomice.
Al momento del trapianto prestare molta attenzione a fornire alla piantina quantità elevate di acqua sempre però senza esagerare: quindi innaffiare frequentemente affinche il terreno non risulti mai secco.
Il caco predilige un terreno mediamente umido, quindi nei periodi più caldi è necessario innaffiarlo con una certa regolarità.
Nel caso in cui si notasse un’anomala caduta dei frutti o se questi si dovessero “spaccare”, questo è il chiaro segnale che la pianta ha bisogno di essere innaffiata.
La pianta di cachi, una volta trapiantata, è resistente e non necessita, in linea di massima, di concimazioni regolari.
Volendo si può concimare a base di azoto, in autunno o in primavera.
Per una coltivazione ideale del caco è importante individuare un punto nell’orto che sia particolarmente soleggiato e che metta a disposizione della pianta molto spazio dal momento che l’albero dei cachi cresce fino a raggiungere dimensioni imponenti.
Dato lo sviluppo notevole della pianta, nel frutteto si consiglia di lasciare 6-7 metri tra le file di cachi e 5-6 metri tra una pianta e l’altra sulla fila.
Distanze leggermente inferiori possono essere previste con una sola fila di cachi alternata a file di altri alberi da frutto di dimensioni più contenute, e questa è la situazione tipica del frutteto misto.
Irrigazione 
Per quanto concerne gli interventi di irrigazione, è opportuno assistere il cachi con una certa regolarità durante i periodi più caldi; ciò eviterà un’eccessiva caduta di frutti o la loro spaccatura.
Devi stare molto attento perché è una pianta che ha bisogno di acqua, ma non in grandi quantità perché teme molto i ristagni idrici.
Malattie e parassiti del caco 
I frutti devono essere ben protetti da possibili malattie e parassiti.
Tumore batterico e muffa grigia sono i problemi che più attanagliano la pianta. Anche l’oidio è molto pericoloso.
Attenzione poi alla mosca della frutta e alla cocciniglia che sono altrettanto pericolose e devono essere combattute nel tempo più veloce possibile se iniziano a dare problemi.
Le avversità
- I cachi sono frutti molto amati dagli uccelli, che attratti dal colore arancione acceso della buccia arrivano a beccarne la polpa.
- Questa pianta è molto fruttifera e i rami sono tanto carichi di frutti che il vento potrebbe spaccarli.
- Quando il frutto matura la sua buccia è molto delicata e una pioggia forte potrebbe danneggiarla.
- Il periodo autunnale in particolare al nord Italia può portare i primi freddi che rovinerebbero il raccolto.
- La dolcezza del kaki maturo potrebbe attrarre insetti come la drosophila suzukii o la mosca della frutta.
Potatura, cimatura e innesto 
I germogli che si fanno vedere in primavera poi daranno frutti e quindi bisogna essere molto cauti nella potatura del cachi cercando semplicemente di sfoltire i rami troppo fitti. Stessa cosa la cimatura, che non deve essere troppo invasiva.
Il diospyrus lotus è il punto da cui partire per innestare il cachi. In questo modo sarà anche sicuramente più resistente.
Quando si raccolgono i cachi 
La raccolta dei cachi inizia verso l’ultima settimana di settembre, si protrae per tutto il mese di ottobre e termina con l’arrivo dei primi freddi a seconda del clima e della varietà la raccolta può arrivare anche fino a dicembre.
I cachi sono maturi quando la loro buccia acquisisce la colorazione tipica della specie messa a dimora, con tinte che variano dal giallo all’arancione.
La raccolta può essere svolta a mano o con forbici da potatura.
Se avete deciso di raccogliere i cachi a mano, afferrate il frutto e ruotatelo su se stesso in senso antiorario; se invece adoperate le forbici, asportate la frutta tagliando il peduncolo che la unisce al ramo.
Maturazione sull’albero o in cassetta
I cachi si possono cogliere maturi direttamente dai rami della pianta, ma più spesso vengono presi acerbi e lasciati maturare stoccandoli in cassette.
Ci sono varietà più indicate per esser colte dall’albero mature perché sono meno delicate, come il caco mela.
Prendere il cachi acerbo è vantaggioso perché si tratta di un frutto delicato e cogliendolo in anticipo si evitano molti problemi.
Per conservare i cachi, riponete il raccolto in contenitori imbottiti capaci di proteggere la frutta dagli urti: potete usare tranquillamente delle cassette in legno foderate internamente con gommapiuma.
Chi raccoglie cachi muniti di peduncolo deve stare più attento e sistemarli negli appositi contenitori in maniera tale che i gambi non vadano a contatto con la buccia della frutta circostante.
È importante ricordare che non tutti i cachi possono essere consumati appena colti, alcune varietà, infatti, necessitano di un periodo di ulteriore maturazione per diventare appetibili.
Come fare ad assaporare il proprio raccolto il prima possibile?
Sistemate tra un cachi e l’altro delle mele o delle pere.
Questi frutti rilasciano etilene nell’aria, un composto volatile capace di promuovere lo sviluppo e la maturazione della frutta: cachi compresi!
Secondo la tradizione contadina la presenza di ogni tipo di posata era un segno che consentiva di prevedere l’andamento dell’inverno.

semi di caco
- Con il coltello ci sarà freddo pungente
- Con la forchetta si prevede un inverno mite
- Con un cucchiaio ci sarà tanta neve da spalare
Le previsioni popolari basate sui semi di cachi erano tutto fuorché basate su un ragionamento scientifico, l’unica funzione dell’apertura del germoglio è quello di divertirsi e ricordare un’antica e folkloristica tradizione delle campagne.
Tabella riassuntiva 
| Nome Scientifico: | Diospyros Kaki | |
| Famiglia: | Ebenaceae | |
| Nome Comune | Caco | |
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Descrizione: |
Portamento: |
Tronco robusto, nodoso e ben ramificato. Il fusto ha una struttura primaria eustelica con conseguente struttura secondaria dal cambio. La radice è primaria persistente spesso a fittone. La corteccia è ruvida e squamosa. |
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Altezza: |
Alto da 8 a 15 metri. |
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Foglie: |
Le foglie sono semplici, caduche, acuminate e coriacee, di forma ovale – tondeggiante. Hanno la pagina superiore lucida e quella inferiore è coperta da una leggera pubescenza. |
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Fiori: |
I fiori sono ascellari, solitari ed ermafroditi, cioè hanno organi di riproduzione sia maschili che femminili. Sono dotate di quattro sepali fogliacei e persistenti nel frutto, la corolla è gialliccia e con ovario a 8 logge. Possono inoltre comparire nei seguenti modi sugli alberi: con solo fiori a funzione femminile (per sterilità congenita degli stami) o solo fiori a funzione maschile (per aborto congenito dell’ovario) o solo fiori ermafroditi (cioè bisessuali) o, contemporaneamente, possono essere presenti sia maschili, sia i femminili, sia gli ermafroditi. |
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Frutti: |
Sono grosse bacche, a forma di globo e schiacciate nella parte superiore, dove sono collegate al ramo. La buccia è sottile, membranosa, di colore giallo arancio. Anche la polpa è di colore giallo – arancio, piuttosto molle, diventa più liquida quando il frutto giunge a maturazione. Contengono dei semi di forma ovale allungata, appiattiti e di colore bruno scuro di 2 cm circa. Questi frutti sono invernali. Il caco può dare frutti per partenocarpia; tuttavia, poiché si è constatato che i frutti originati a seguito di impollinazione sono migliori, nelle coltivazioni si introducono piante maschili nella proporzione di 6 su 100 piante femminili. I frutti contengono inoltre una certa dose di tannino che scompare in maggiore o minore misura con la perfetta maturazione (che per i cachi coincide con l’avvizzimento), liberando il frutto dalla sua astringenza che lo rende meno gradito al palato; questo processo di modificazione delle sostanze tanniche viene accelerato con diverse tecniche industriali. |
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Ciclo Biologico |
I fiori sbocciano in primavera, le foglie nel tardo autunno raggiungono un colore rossastro e cadono. I frutti maturano in inverno. |
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Habitat: |
I suoi luoghi ideali per dare frutti sono quelli a clima temperato o subtropicale. |
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Origine: |
La pianta è originaria del Giappone e della Cina settentrionale. |

