Come coltivare il pomodoro

pomodoro

Nome scientifico: Solanum lycopersicum.
Famiglia: Solanacee.
Terreno ideale: a medio impasto, freschi, fertili e ben drenati.
pH ideale: da 6 a 7.
Preparazione del terreno: vangatura o aratura a 15 o 20 cm.
Concimazione: un paio di settimane prima del trapianto, interrare una quantità abbondante di sostanza organica. Al trapianto spargere 2 pugni di terriccio di buona qualità intorno al pane di terra della piantina. Dopo il trapianto fertilizzare ogni 3-4 settimane, privilegiando l’apporto di fosforo e azoto nelle prime fasi, fino alla formazione di una pianta ben sviluppata. Potassio da ingrossamento a maturazione.
Quando seminare: Nord Italia da marzo a aprile in semenzaio protetto, da aprile a giugno pieno campo; Sud Italia da gennaio a aprile in semenzaio protetto, da metà febbraio a luglio in pieno campo.
Luna indicata: crescente.
Come seminare: in vaschette interrare il seme a una profondità di 0,5 cm.
Quando trapiantare: la piantina deve avere un’altezza minima di 15 cm. Nord Italia da maggio a giugno, Sud Italia metà febbraio a metà agosto. Consigliabile l’interramento in buca al trapianto di una buona quantità di sostanza organica (se non si è fatto in precedenza) e l’apporto di terriccio di buona qualità nella zona circostante la radice. La piantina del pomodoro, a differenza delle altre specie, volendo può essere messa più in profondità, interrando oltre metà fusto se ben sviluppato.
Clima ideale: mite.
Temperatura minima di germinazione: 12°C
Temperatura ottimale germinazione: 21-23°C
Temperatura ottimale per la crescita: 18-27°C
Esposizione solare: posizione soleggiata, al riparo dai venti.
Sesto d’impianto: 50 cm tra le piantine e 80 cm tra le file.
Altezza pianta: da 50 a 200 cm.
Densità: 4 piante per 1 mq.
Sostegni: necessari; canne di bambù  o paletti di legno.
Mantenimento: legatura dello stelo principale con rafia.
Potatura: potare i germogli ascellari (femminelle) detta sfemminellatura o scacchiatura . Effetuare anche  la cimatura, (limita lo sviluppo della pianta) il germoglio principale dopo il 5°-6° palco, facilita la maturazione dei frutti.
Irrigazione: abbondante al trapianto, poi proseguire mantenendo fresco il terreno, evitando attentamente i ristagni. Controllare la formazione di crepe, che disperdono l’acqua, eliminandole con periodiche lavorazioni superficiali del terreno. Abbondare con l’acqua nel periodo di piena estate, con temperature elevate. Ridurre le innaffiature in presenza di molti frutti maturi.
Rincalzatura: neccessaria serve per rafforzare l’apparato radicale.
Pacciamatura: molto utile, mantiene più a lungo umido il terreno e sfavorisce la crescita di infestanti; solitamente si effettua con telo nero bio oppure paglia.
Abbinare in modo corretto
Va piantato in prossimità di: aglio, carota, cavolo, cicoria, indivia, lattuga, pisello, porro, prezzemolo, ravanello, sedano, spinacio.
Lontano da: cetriolo, melanzane.
In un terreno in cui l’anno prima c’erano: bieta, carota, cicoria, fagiolo, finocchio, indivia, lattuga, pisello, prezzemolo, spinacio, valeriana.
E non in un terreno in cui l’anno prima c’erano: asparago, cavolo, cetriolo, melanzana, peperone, pomodoro.
Non coltivare il pomodoro dove l’anno prima sono state coltivate solanacee; l’anno seguente coltivare sulla stessa parcella di terra leguminose.
Avversità principali: peronospora, fusarium, batteriosi, marciume apicale.

Come si riconosce la peronospora: appaiono delle macchie sulle foglie, prima grigio verdi e poi marroni, si espandono molto velocemente. I frutti mostrano macchie marroni, per combatterla bisogna spruzzare una soluzione a base di rame.
Avversità climatiche: scottatura dei frutti, spaccature da eccesso idrico, gelate, asfissia radicale e marciume apicale da siccità.
Insetti e parassiti: afidi, tignola del pomodoro, mosca bianca, cimici.
Quando raccogliere: a colorazione omogenea del frutto. Va fatta mano, i pomodori si staccano molto facilmente. Nord Italia da giugno a metà ottobre; Sud Italia da metà aprile a metà novembre.

Varietà di pomodoro classiche

  • a cuore di bue a ciclo medio-tardivo, con frutti dall’inconfondibile forma di cuore, che possono superare il peso di 250 gr. È  apprezzato per la qualità della sua polpa, morbida, poco acida e con pochissimi semi. Si consiglia la raccolta precocemente, quando il frutto vira al rosato.
  • ciliegino dal ciclo precoce, con pianta sana e produttiva, per serra e campo aperto. Grappoli con frutti sodi, dall’ottima resistenza a marciume apicale e buona alle spaccature.
  • costoluto a ciclo medio-tardivo, di buon vigore, molto produttiva, con frutti piatti, supercostoluti, che possono arrivare ai 200 gr di peso.
  • datterino grappoli con frutti di 15- 20 gr., dolci, polposi, sodi e dolci.  Può restare a lungo maturo sulle piante senza danneggiarsi.
  • gigante sono morbidi e a buccia sottile, tra i più gustosi in insalata. Polpa con pochi semi e bassa acidità. Bacche di 4-500 gr . Raccogliere rapidamente a maturazione. La pianta, poco vigorosa, si giova di abbondante concimazione organica e minerale. Il trapianto tra aprile e maggio favorisce una produzione più generosa.
  • San Marzano e ovale a ciclo medio-tardivo. Le bacche hanno forma allungata, e si contraddistinguono per la caratteristica di essere vuoti all’interno. Irrigare con costanza dalla fase di ingrossamento dei frutti, senza ristagni.
  • tondo per la raccolta a grappolo. Ciclo medio-precoce, produzione elevata, anche in serra. Buona tolleranza alle alte temperature.
  • vesuviano con frutti di 40 gr. Ha pianta sana e vigorosa, con buona copertura fogliare. Le bacche sono resistenti alle spaccature.

 

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